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Ask Hakima: il primo chatbot a supporto delle imprenditrici afghane

Per molte donne che in Afghanistan gestiscono una piccola impresa, chiedere un consiglio sul proprio lavoro non è scontato: gli orari, l’assenza di reti professionali, la difficoltà di rivolgersi a qualcuno rendono spesso il supporto irraggiungibile. Da qui una domanda semplice: cosa succede quando una donna ha un dubbio sul proprio business fuori dagli orari lavorativi, non se la sente di parlarne con qualcuno, e non ha accesso a reti a cui chiedere aiuto?

Da questa domanda è nato Ask Hakima, il primo chatbot progettato specificamente per supportare le donne afghane e le loro attività imprenditoriali.

Gratuito, disponibile 24 ore su 24 su WhatsApp e accessibile in Dari e Pashto, Hakima offre consigli pratici e immediati su temi come avvio d’impresa, marketing, gestione finanziaria, prezzi, crescita delle vendite e utilizzo dei social media.

Dopo quattro mesi di fase pilota, i risultati ci incoraggiano a guardare avanti.

Oltre 16.000 messaggi sono stati scambiati con il chatbot, a conferma di un bisogno concreto di informazioni e supporto imprenditoriale accessibile.

Le domande più frequenti hanno riguardato l’avvio di un’attività con capitale limitato, l’aumento delle vendite, la gestione di entrate e spese, il marketing online e la crescita della presenza sui social media. Molte delle donne che hanno utilizzato Hakima gestiscono piccole attività nei settori delle conserve alimentari, dei prodotti lattiero-caseari, della sartoria e dei servizi di bellezza.

Ma il dato più importante non è quantitativo: molte utenti hanno infatti raccontato di aver già iniziato ad applicare i suggerimenti ricevuti, osservando miglioramenti nella gestione delle clienti, nell’organizzazione finanziaria e nelle strategie di vendita. Diverse donne, con poca o nessuna esperienza imprenditoriale precedente, hanno spiegato che Hakima le ha aiutate a comprendere meglio come gestire e sviluppare la propria attività.

Il feedback ricevuto è stato estremamente positivo: i consigli sono stati descritti come semplici, comprensibili, pratici e coerenti con la realtà quotidiana delle donne afghane.

Questa fase pilota è solo un primo passo: i risultati raccolti ci guideranno nel migliorare Hakima e nel renderla utile a un numero sempre maggiore di donne.

L’intelligenza artificiale, da sola, non risolve le sfide dell’imprenditoria femminile, nè in Afghanistan nè altrove. Ma quando viene progettata partendo dai bisogni reali delle persone, può rendere conoscenze, strumenti e opportunità accessibili a chi troppo spesso ne rimane escluso.

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